"Allenamento Lettering" - Essere in fissa con qualcosa. #Fatto! China su carta, formato A5.
lunedì 14 settembre 2015
Pesce al sale: Branzini e Orate! #done!
Ricette facili facili con risultati eccellenti? Eccole!
Il pesce al sale é veloce, facile e saporito da cucinare anche laddove si conosce poco la materia prima.
Si prestano molto bene, a questo tipo di cottura, branzini e orate che, opportunamente sviscerate, son praticamente già pronte per essere infornate!
Ma vediamo nel dettaglio cosa vi serve:
- branzini/ orate fresche (fatevele sviscerare in pescheria o in caso diverso, é sufficiente incidere il ventre e togliere le interiora);
- sale grosso q.b.;
- panetto di burro;
- forno ventilato preriscaldato a 180°C;
- olio extravergine d'oliva e prezzemolo triturato fresco.
Dopo aver pulito il pesce (lavatelo molto bene per togliere, quanto più possibile, il sangue presente), tamponatelo con dello scottex e ponetelo su una teglia dove precedentemente avrete preparato un letto di sale grosso spesso a sufficienza da coprire la superficie.
Adagiatelo con cura sul letto di sale e con delicatezza ponete all'interno, tramite l'incisione sul ventre, un pezzettino di burro con un po' di olio e prezzemolo (io precedentemente preparo una ciotolina con olio e prezzemolo tagliato di fresco a formare una salsa che userò poi anche per condimento a cottura ultimata): richiudete, poi, l'apertura e coprite il corpo del pesce con abbondante sale (il sale deve interamente ricoprire il pesce e formare uno strato sufficientemente spesso per favorire la cottura e l'indurimento del sale).
Il burro manterrà il pesce morbido e il prezzemolo con l'olio conferirà alla carne del pesce un gusto molto delicato.
A questo punto adagiate tutto in forno preriscaldato a 180°C. Per quanto? Allora, circa un quarto d'ora ogni 4 etti: quindi se il pesce pesa un kg, circa 35/40min.
Una volta sfornato, si dev'essere formata in superficie una crosta vera e propria di sale: con una forchetta, pian piano, puntellatela e vedrete che si staccherà a blocchi seguendo il corpo del pesce. Infine, curate il pesce aprendolo a metà e togliendo la lisca la quale, se cotto a puntino, si sfilerà intera. Attenzione, comunque, alle spine laterali, soprattutto per i bambini.
Ponete, poi, sul piatto le due metà del pesce e servite con una spruzzata di olio e prezzemolo.
#yummyyyyyy!!!!!
Il pesce al sale é veloce, facile e saporito da cucinare anche laddove si conosce poco la materia prima.
Si prestano molto bene, a questo tipo di cottura, branzini e orate che, opportunamente sviscerate, son praticamente già pronte per essere infornate!
Ma vediamo nel dettaglio cosa vi serve:
- branzini/ orate fresche (fatevele sviscerare in pescheria o in caso diverso, é sufficiente incidere il ventre e togliere le interiora);
- sale grosso q.b.;
- panetto di burro;
- forno ventilato preriscaldato a 180°C;
- olio extravergine d'oliva e prezzemolo triturato fresco.
Dopo aver pulito il pesce (lavatelo molto bene per togliere, quanto più possibile, il sangue presente), tamponatelo con dello scottex e ponetelo su una teglia dove precedentemente avrete preparato un letto di sale grosso spesso a sufficienza da coprire la superficie.
Adagiatelo con cura sul letto di sale e con delicatezza ponete all'interno, tramite l'incisione sul ventre, un pezzettino di burro con un po' di olio e prezzemolo (io precedentemente preparo una ciotolina con olio e prezzemolo tagliato di fresco a formare una salsa che userò poi anche per condimento a cottura ultimata): richiudete, poi, l'apertura e coprite il corpo del pesce con abbondante sale (il sale deve interamente ricoprire il pesce e formare uno strato sufficientemente spesso per favorire la cottura e l'indurimento del sale).
Il burro manterrà il pesce morbido e il prezzemolo con l'olio conferirà alla carne del pesce un gusto molto delicato.
A questo punto adagiate tutto in forno preriscaldato a 180°C. Per quanto? Allora, circa un quarto d'ora ogni 4 etti: quindi se il pesce pesa un kg, circa 35/40min.
Una volta sfornato, si dev'essere formata in superficie una crosta vera e propria di sale: con una forchetta, pian piano, puntellatela e vedrete che si staccherà a blocchi seguendo il corpo del pesce. Infine, curate il pesce aprendolo a metà e togliendo la lisca la quale, se cotto a puntino, si sfilerà intera. Attenzione, comunque, alle spine laterali, soprattutto per i bambini.
Ponete, poi, sul piatto le due metà del pesce e servite con una spruzzata di olio e prezzemolo.
#yummyyyyyy!!!!!
domenica 13 settembre 2015
Impepata di cozze e variante all'Istriana: #done!
Ricetta semplice, veloce, golosa, afrodisiaca. L'impepata di cozze è un #must della cucina italiana; un po' meno conosciuta è la variante istriana la quale, anch'essa, è semplice ed efficace.
Vediamo cosa serve:
- cozze fresche (devono essere chiuse);
- olio extravergine d'oliva;
- uno spicchio d'aglio;
- pepe;
- prezzemolo fresco.
Per la variante istriana:
- conserva fresca di pomodoro;
- peperoncino q.b.;
- basilico fresco tritato.
#Partiamo: prima di tutto, lavate e pulite accuratamente le cozze togliendo tutte le impurità in superficie. In una pentola, fate soffriggere uno spicchio d'aglio tagliato a pezzi (io di solito li faccio grandi a sufficienza da poterli poi togliere perché, nel mio caso, ho commensali a cui sta indigesto) e, una volta che l'aglio é rosolato, toglietelo e le cozze a cuocere. Coprite il tutto con un coperchio. Le cozze pian piano si apriranno rilasciando l'acqua nel loro interno che andrà a costituire un sughetto: vista la salinità dell'acqua di mare, non va aggiunto sale per rischiare l'immangiabilità del piatto.
Una volta che tutte sono ben aperte (quelle che rimangono chiuse non forzatele ma gettatele: la non apertura é sinonimo di "pesce vecchio" e può portare a intossicazione alimentare), spegnete il fuoco, impepate e versate una generosa manciata di prezzemolo. Mescoltate e servite caldo con del buon pane tagliato a fette.
Per la variante istriana, preparate a parte un sughetto con la conserva fresca, del peperoncino (la quantità dipende dai gusti) e con del buon basilico tagliato finemente. Fate bollire, e poi versate sopra le cozze cotte. Servite anch'esse calde su un letto di pane fresco tagliato a fette.
#EBuonAppetito!
Vediamo cosa serve:
- cozze fresche (devono essere chiuse);
- olio extravergine d'oliva;
- uno spicchio d'aglio;
- pepe;
- prezzemolo fresco.
Per la variante istriana:
- conserva fresca di pomodoro;
- peperoncino q.b.;
- basilico fresco tritato.
#Partiamo: prima di tutto, lavate e pulite accuratamente le cozze togliendo tutte le impurità in superficie. In una pentola, fate soffriggere uno spicchio d'aglio tagliato a pezzi (io di solito li faccio grandi a sufficienza da poterli poi togliere perché, nel mio caso, ho commensali a cui sta indigesto) e, una volta che l'aglio é rosolato, toglietelo e le cozze a cuocere. Coprite il tutto con un coperchio. Le cozze pian piano si apriranno rilasciando l'acqua nel loro interno che andrà a costituire un sughetto: vista la salinità dell'acqua di mare, non va aggiunto sale per rischiare l'immangiabilità del piatto.
Una volta che tutte sono ben aperte (quelle che rimangono chiuse non forzatele ma gettatele: la non apertura é sinonimo di "pesce vecchio" e può portare a intossicazione alimentare), spegnete il fuoco, impepate e versate una generosa manciata di prezzemolo. Mescoltate e servite caldo con del buon pane tagliato a fette.
Per la variante istriana, preparate a parte un sughetto con la conserva fresca, del peperoncino (la quantità dipende dai gusti) e con del buon basilico tagliato finemente. Fate bollire, e poi versate sopra le cozze cotte. Servite anch'esse calde su un letto di pane fresco tagliato a fette.
#EBuonAppetito!
#Curiosità: Come si riconosce il buon pesce fresco?
Quali sono le regole per capire quando il pesce che compriamo é fresco?
Prima di tutto c'è da dire che il pesce é definito fresco quando appena pescato e non ha subito lavorazioni o trattamenti chimico-fisici per prolungarne la conservazione (eviscerazione a parte). Ne deriva che, il pesce decongelato e non, eventualmente, indicato come tale, se spacciato per fresco, costituisce una potenziale FRODE ALIMENTARE.
Ma quali sono le caratteristiche di un pesce sano, allora?
Innanzitutto non disponendo in borsetta di apparecchiature o reagenti chimici di sintesi atti a valutarne le proprietà organolettiche, é molto importante l'aspetto visivo:
- il pesce deve apparirci brillante, metallico e iridescente non smorto o opaco;
- all'acquisto deve possedere una certa rigidità: il famoso rigor-mortis che permane per almeno 6-7h;
- la pelle deve essere umida, lucida, brillante, con squame aderenti e ricca di muco trasparente;
- le carni devono essere di colore brillante, sode, elastiche (se sottoposte a pressione con le dita);
- l'occhio dev'essere vivo, bombato, turgido, e non incavato;
- le branchie devono essere ben chiuse con lamelle rosse e/o rosate, umide anch'esse di muco trasparente;
- la colonna vertebrale dev'essere chiara, priva di colorazione e resistente, di difficile rottura e, inoltre, dev'essere molto aderente alla carne;
- il ventre dev'essere elastico e privo di macchie mentre le viscere devono essere lisce, pulite e dal colore brillante;
- l'ano dev'essere chiuso;
- e infine, ma non meno importante, l'ODORE: deve sentirsi tenue, salmastro; il pesce deve profumare di "mare".
Attenzione, quindi, a ciò che comperate. L'attenzione é la miglior prevenzione alla frode e ad evitarvi intossicazioni alimentari.
#EBuonAppetito!
Prima di tutto c'è da dire che il pesce é definito fresco quando appena pescato e non ha subito lavorazioni o trattamenti chimico-fisici per prolungarne la conservazione (eviscerazione a parte). Ne deriva che, il pesce decongelato e non, eventualmente, indicato come tale, se spacciato per fresco, costituisce una potenziale FRODE ALIMENTARE.
Ma quali sono le caratteristiche di un pesce sano, allora?
Innanzitutto non disponendo in borsetta di apparecchiature o reagenti chimici di sintesi atti a valutarne le proprietà organolettiche, é molto importante l'aspetto visivo:
- il pesce deve apparirci brillante, metallico e iridescente non smorto o opaco;
- all'acquisto deve possedere una certa rigidità: il famoso rigor-mortis che permane per almeno 6-7h;
- la pelle deve essere umida, lucida, brillante, con squame aderenti e ricca di muco trasparente;
- le carni devono essere di colore brillante, sode, elastiche (se sottoposte a pressione con le dita);
- l'occhio dev'essere vivo, bombato, turgido, e non incavato;
- le branchie devono essere ben chiuse con lamelle rosse e/o rosate, umide anch'esse di muco trasparente;
- la colonna vertebrale dev'essere chiara, priva di colorazione e resistente, di difficile rottura e, inoltre, dev'essere molto aderente alla carne;
- il ventre dev'essere elastico e privo di macchie mentre le viscere devono essere lisce, pulite e dal colore brillante;
- l'ano dev'essere chiuso;
- e infine, ma non meno importante, l'ODORE: deve sentirsi tenue, salmastro; il pesce deve profumare di "mare".
Attenzione, quindi, a ciò che comperate. L'attenzione é la miglior prevenzione alla frode e ad evitarvi intossicazioni alimentari.
#EBuonAppetito!
sabato 12 settembre 2015
"Cadini del Brenton" - Valle del Mis (BL): #Parliamone!
É maestoso lo spettacolo che ci si trova di fronte quando si giunge ai Cadini del Brenton. Sopra Feltre (BL), passato il paese di Santa Giustina, si devia il percorso verso la Valle del Mis giungendo al lago omonimo d'incantevole bellezza. Poco più avanti (3km) si arriva all'accesso dei Cadini: enormi marmitte scavate dall'acqua in un costante suo lavoro di erosione datato nei secoli.
É inebriante lo spettacolo dell'acqua e il suono delle cascate: un incantesimo che rapisce e sciolta la mente da pesi e pensieri regalando tranquillità e pace.
Il percorso che circonda queste cisterne scavate dall'acqua, dura poco più di un'ora ed é un anello che le circonda: é delimitato e pochi sono gli accessi diretti sull'acqua dove, fra l'altro, é perentorio il divieto di balneazione.
Colori, profumi, suoni, tranquilla armonia, sono qualità che rendono questo posto incantevole.
Sono frequentabili tutto l'anno ma da settembre limitano la possibilità di visitarle solo nel week end. É gratuito l'accesso.
É inebriante lo spettacolo dell'acqua e il suono delle cascate: un incantesimo che rapisce e sciolta la mente da pesi e pensieri regalando tranquillità e pace.
Il percorso che circonda queste cisterne scavate dall'acqua, dura poco più di un'ora ed é un anello che le circonda: é delimitato e pochi sono gli accessi diretti sull'acqua dove, fra l'altro, é perentorio il divieto di balneazione.
Colori, profumi, suoni, tranquilla armonia, sono qualità che rendono questo posto incantevole.
Sono frequentabili tutto l'anno ma da settembre limitano la possibilità di visitarle solo nel week end. É gratuito l'accesso.
"Bastione S. Barbara - Capanna S. Barbara - Chiesetta" - Riva del Garda (TN): #Parliamone!
Sentiero panoramicamente pazzesco: dal parcheggio Via Monte Oro (Riva del Garda) prendete la stradina ciottolata in direzione del Bastione S. Barbara. Ci vorranno una ventina di minuti per raggiungerlo con tranquillità: da qui poi il sentiero (CAI E404) procede più impervio fino a salire a Capanna di S. Barbara.
Non é semplice: con pendenze importanti e un fondo lastricato e tortuoso, il sentiero si snoda a picco lungo le Rive del Lago ripagando la fatica con un panorama pazzesco grazie al quale si può vedere tutta la zona dell'Alto Garda Trentino. In tutto ci si impiega poco meno di due ore.
Dalla capanna, in meno di 10 min, si può raggiungere la chiesetta di S. Barbara edificata poco più sopra su uno sperone che si erge a picco sul Lago: di notte, la chiesetta é illuminata ed é visibile dal centro abitato di Riva. É suggestiva perché pare sospesa nel vuoto.
In ogni caso l'arrivo é qualcosa di magico, meraviglioso, etereo: sono udibili i suoni della città di sotto sebbene vi sia un dislivello ripido di quasi 600mm!
Il panorama ripaga inevitabilmente la fatica.
Per il rientro, proseguire a ritroso sulla strada dell'andata facendo attenzione ai sassi di lastricato scivoloso.
Attenzione: usare scarpe ed equipaggiamento da montagna, non reinventarsi con hawaianas! #Please!
Non é semplice: con pendenze importanti e un fondo lastricato e tortuoso, il sentiero si snoda a picco lungo le Rive del Lago ripagando la fatica con un panorama pazzesco grazie al quale si può vedere tutta la zona dell'Alto Garda Trentino. In tutto ci si impiega poco meno di due ore.
Dalla capanna, in meno di 10 min, si può raggiungere la chiesetta di S. Barbara edificata poco più sopra su uno sperone che si erge a picco sul Lago: di notte, la chiesetta é illuminata ed é visibile dal centro abitato di Riva. É suggestiva perché pare sospesa nel vuoto.
In ogni caso l'arrivo é qualcosa di magico, meraviglioso, etereo: sono udibili i suoni della città di sotto sebbene vi sia un dislivello ripido di quasi 600mm!
Il panorama ripaga inevitabilmente la fatica.
Per il rientro, proseguire a ritroso sulla strada dell'andata facendo attenzione ai sassi di lastricato scivoloso.
Attenzione: usare scarpe ed equipaggiamento da montagna, non reinventarsi con hawaianas! #Please!
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